W.S.

Stanca come non mai, e come non mai, infelice. Intrisa di guazza, dilaniata dai rovi. Non reggo più; non riesco più a trascinarmi; le gambe non concedono un passo di più al mio desiderio. Mi fermerò qui fino allo spuntare dell’alba.

Vigliacco

Notte atroce: lunga notte d’angoscia, accorcia le tue ore: sorgi dall’oriente, alba che riconforti; ch’io possa tornare ad Atene con la luce del giorno, lontana da questi che odiano la mia compagnia. O sonno che chiudi talvolta le palpebre all’angoscia, portami un attimo fuori da tutto: anche da me stessa…