Senza meta.

Senza logica. Un picchiettio dell'innocente solitudine. Un maestrale che da quella fessura lì nella finestra, davanti a quell'azzurro che non si distingue se vetro o cielo, prova teneramente ad assomigliare ai nostri freddi e secchi peccati. Prenderne la forma per volare via come vento e tornare puliti come un mobile senza polvere. Questo vorrei. E mentre il sole lentamente cade … Continua a leggere